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vaccini

I FURBETTI SI VACCINANO. IO, VERO CAREGIVER NO.

Disavventura di un assistente di ultra80enne malato di Alzheimer

Sono quasi 175mila i vaccinati anticovid19 in Basilicata di cui 1/3 ha già ricevuto la seconda dose, secondo quanto riporta il report vaccinazioni della Regione Basilicata.


Numeri che sembrano far trasparire un grande successo e una buona adesione da parte dei lucani, peccato però che c’è una buona fetta della nostra popolazione che sembra, ancora oggi, essere abbandonata a se stessa.


Sono i caregiver, i veri caregiver.

Soprattutto i conviventi e gli assistenti dei cittadini ultraottantenni.

Dal 7 aprile, giorno in cui si è aperta la piattaforma di prenotazione vaccinale per i fragili e ultrafragili, il sistema ha registrato in sole 4 ore, così come pubblicato sui social, quasi 6mila prenotazioni, che ovviamente non erano la totalità dei soggetti vulnerabili presenti in Basilicata.

La restante parte, dal click meno veloce, è stata dirottata, per la prenotazione, al numero verde. Dopo 10 giorni è stata la volta dei caregiver.


Finalmente la piattaforma si apre anche per i conviventi e coloro che si prendono cura dei soggetti fragili e ultrafragili, tra i quali non rientrano però gli assistenti degli over80.

Strano ma vero.


In una regione dove, nel 2020, secondo i dati ISTAT, l’indice di vecchiaia per la provincia di Potenza dice che ci sono 207,4 anziani ogni 100 giovani mentre in provincia di Matera si contano 189,4 anziani ogni 100 giovani, gli ultraottantenni non rientrano nelle categorie fragili e quindi non presenti in piattaforma.

I nostri anziani fortunatamente hanno ricevuto, in maniera puntuale ed impeccabile, presso gli hub comunali, il loro vaccino ma restano comunque vulnerabili poiché non rientrando in maniera automatica o gestionale sulla piattaforma regione-poste italiane i loro caregiver non possono vaccinarsi.


Sono numerose le segnalazioni pervenute al numero verde messo a disposizione dalla Regione Basilicata ma tanti e sempre in aumento sono i casi irrisolti.


Da una denuncia pervenuta alla Gazzetta da Paolo di Avigliano, si evince tutta la rabbia e lo sconforto per una situazione paradossale e pericolosa allo stesso tempo.


<<Non so più chi contattare – dice Paolo, quarantacinquenne di Avigliano – io vivo con i miei genitori ultraottantenni. Sono diventato il loro assistente soprattutto da quando mio padre, gravemente ammalato di Alzheimer non è più in grado di condurre autonomamente una vita normale. I miei genitori, fortunatamente, si sono entrambi vaccinati ma la preoccupazione rimane…>>

Articolo completo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno del 30/04/2021
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Categoria:Notizie
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