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Le donne “di spalle” di Rosanna Venneri

È stata inaugurata lo scorso venerdì 16 dicembre, presso la Pinacoteca Provinciale di Potenza, e che rimarrà fino al 31 gennaio, l’antologica di Rosanna Venneri dal nome “Liriche Cromie” che racconta i 40 anni del suo percorso artistico. Un’artista potentina che ha avuto numerosi riconoscimenti e ha esposto a livello internazionale riscontrando un grande successo.

Perché dipinge?
Perché voglio lasciare un segno del mio passaggio, vorrei lasciare un dono alla comunità. Mi ritengo una portatrice sana di emozioni e lo faccio attraverso quello che mi riesce meglio, la pittura.

Lei è stata un’insegnante di matematica dalla vena creativa, pittorica e poetica allo stesso tempo. Ci parli di lei.
Molto c’è da dire su di me. Io ho fatto tutt’altro nella vita. Sono laureata in matematica, sono stata per tanti anni un’insegnante di matematica e per tanti anni ho amato la mia disciplina e l’ho fatta amare ai miei alunni e questo per me è stato un motivo di grande orgoglio. Di contro però avevo ed
ho questa mia natura un po’ fantastica. C’è uno stereotipo molto forte, secondo il quale la razionalità mal si coniuga con la creatività. In realtà ci sono stati uomini molto famosi che hanno affermato tutt’altro come Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, che hanno essi stessi affermato che
la razionalità completa la creatività e viceversa. Io mi ritrovo in pieno in questo concetto, anche perché io questo dualismo lo vivo bene, mi completa. Infatti il mio primo libro di poesie si chiama Noi due. La razionalità è vita, ma mi appartiene anche l’aspetto fantastico della mai natura. Negli assemblaggi che faccio ad esempio, utilizzo materiali di risulta e li compongo, li unisco ed è qualcosa che io faccio seguendo semplicemente il mio istinto e la mia fantasia. Non ho scuole di arte alla base, io infatti non mi identifico in nessuna corrente, mi piace essere me stessa.

La donna è molto rappresentata nei suoi quadri. C’è un motivo?
La donna è quasi sempre presente. Qualcuno mi faceva notare che molte sono di spalle, ma questo perché identificano un senso di appartenenza a mio avviso. Non rifiutano il passato, perciò sono di spalle e sono protese verso il futuro con il corpo. Volti molto teneri, dolci. Sono rappresentate
madri affettuose ma anche donne sempre molto pensierose.

Possono essere considerate opere autobiografiche?
In un certo senso sì. Io sono così pensierosa. Ho guizzi d’umore straordinari, sono molto sensibile e riesco ad essere felice con poco ma anche cupa per una sciocchezza.

Su Controsenso Basilicata  il 24/12/2016

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Categoria:Notizie
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